Dott.ssa Napoleone Marica
psicologo, psicoterapeuta

Dott.ssa Napoleone Marica

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PRESENTAZIONE Mi chiamo Marica Napoleone, ho conseguito la Laurea in Psicologia ad indirizzo "Lavoro e organizzazioni" presso l'Università degli Studi di Bologna nel 2003, con una tesi su un tipo di disagio psicologico che può colpire persone che lavorano in ambito sanitario come infermieri e operatori socio sanitari (sindrome del burnout). Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Emilia Romagna n. 4245a, e sono abilitata alla professione di Psicoterapeuta (Febbraio 2012). L'APPROCCIO CHE UTILIZZO Il lavoro che svolgo da psicoterapeuta ha alla base la forte convinzione che ciascuna persona abbia dentro di sé quello che serve per stare bene, essa è quindi protagonista e prima responsabile dei possibili cambiamenti in meglio. Ciò che uno psicoterapeuta è chiamato a fare non è altro che mettere a disposizione uno spazio e un tempo in cui la persona stessa può ripercorrere le tappe della propria vita, andando al fondo delle sensazioni ed emozioni che le caratterizzano. Quando lavoro cerco di non dimenticare mai che sono uno strumento grazie al quale la persona può più facilmente affrontare e superare la difficoltà, il disagio o la crisi vissute in un dato momento; non mi pongo quindi in posizione di superiorità semplicemente perché la persona che ho di fronte è in assoluto la più esperta rispetto alla sua vita. Dall'altro lato, la mia competenza riguarda gli strumenti necessari affinché quella stessa persona possa fare un percorso di miglioramento delle proprie condizioni psico-fisiche. Tutto questo è possibile solo se c'è reciproca fiducia, per tale motivo quando sono con una persona che ha scelto di fare con me un percorso di miglioramento delle proprie condizioni di vita cerco di impostare una relazione di massimo rispetto e accoglienza, in cui ci si può sentire ascoltati e accettati senza pregiudizi. Sempre di più mi capita di notare che l'ascolto, quello vero, oggi sia un bene raro e prezioso. È difficile sentirsi veramente ascoltati da qualcun altro; spesso la sensazione che si ha quando si parla a qualcuno di un proprio problema è quella che le proprie parole scivolino come acqua sulla superficie, senza venire accolte veramente. Diversamente, quando riusciamo a parlare con qualcuno che ci ascolta davvero ci sentiamo subito più leggeri e tutto il nostro corpo sta meglio. La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Biosistemica, presso cui mi sono formata, mi ha insegnato infatti che non è possibile considerare il corpo e la mente come due elementi separati. Nella nostra esperienza quotidiana emergono spesso situazioni in cui un male fisico produce conseguenze anche a livello psicologico (per esempio ansia, pensieri negativi, suscettibilità, e così via), o altre occasioni in cui una preoccupazione, una brutta notizia o un litigio hanno delle ricadute a livello fisico (tachicardia, bruciori di stomaco o dermatiti sono solo alcuni dei più semplici e comuni sintomi che una persona può accusare in corrispondenza di periodi di forte stress psicologico). Questo significa che quando "stiamo bene" è tutto l'insieme che sta bene e quando "stiamo male" dunque è l'intero sistema di corpo e mente che subisce delle conseguenze in negativo. L'approccio che utilizzo è quello di considerare la persona nella sua interezza di corpo e mente, che in termini semplici significa dare ascolto anche a quelle parti del proprio mondo interno che non è facile esprimere a parole, ma che a volte attraverso un gesto o un'immagine possono venire espresse. Nei primi due anni di vita il bambino vive le sue più importanti relazioni soprattutto attraverso una comunicazione non verbale, fatta di sguardi, di contatto fisico, di suoni, di gesti e solo parzialmente e gradualmente di parole (l'esperienza di essere madre mi ha permesso di vivere direttamente tutto ciò). Diventando adulti non perdiamo quella capacità comunicativa e quei bisogni, solo li consideriamo secondari rispetto al mondo del linguaggio parlato, ma in questo modo perdiamo molto in termini di occasioni di crescita e conoscenza di noi stessi al fine di stare bene. Quando una persona cerca il mio aiuto mi impegno dunque a creare un ambiente e una relazione di rispetto, ascolto e accettazione, perché è solo quando ci sentiamo rispettati, ascoltati e accettati che possiamo aprirci agli altri, condividere con loro i nostri problemi e, insieme, imparare a stare meglio. PRINCIPALI AMBITI DI INTERVENTO Attraverso sedute di Psicoterapia individuale o di coppia svolgo sostegno e consulenza soprattutto nei seguenti ambiti: disturbi d'ansia depressione difficoltà di relazione con gli altri fasi e momenti critici problemi nell'area dell'assertività difficoltà di comunicazione con gli altri supporto alla genitorialità rispetto a problematiche educative depressione post partum Oltre all'attività clinica mi occupo di interventi formativi nell'ambito della comunicazione, del problem solving e delle dinamiche di gruppo e di orientamento nei contesti educativi. TESTIMONIANZE Ecco alcuni esempi di testimonianze di persone che hanno concluso un percorso di consulenza psicologica (più corto) o di psicoterapia (più lungo): A., una ragazza che mi ha contattata in un periodo in cui si sentiva sotto pressione e manifestava sintomi tipici dell'ansia (tachicardia, respiro corto, etc.): "Venire qui in questi mesi mi è servito a capire che posso fermarmi ad ascoltare le mie sensazioni e i bisogni profondi e veri. Questo mi ha permesso di rallentare e godermi tutto quello che ho e che potrei avere in futuro." S., un uomo con difficoltà a contenere la rabbia: "Questa esperienza mi ha permesso di vedere e accettare delle parti di me che prima consideravo deboli, come il bisogno di contatto umano e la paura di rimanere da solo. Ora so che per avere dagli altri un contatto posso chiedere senza irrigidirmi e pretendere." M., una neo-mamma con depressione post-partum: "Quando sono arrivata qui mi sentivo spaventata e incapace di fare tutto quello che la nuova vita con il mio bambino richiedeva. Pensavo di essere l'unica ad avere queste difficoltà. Questi incontri mi hanno permesso di maturare più fiducia in me come mamma e di trovare il MIO modo di portare avanti questo importantissimo e bellissimo compito." V. e P., una coppia che viveva una forte crisi sentimentale: Lei: "Dopo tanti anni siamo tornati a comunicare davvero, senza accuse reciproche o rimproveri. Mi sento più leggera e più compresa". Lui: "All'inizio ero molto scettico, non pensavo proprio che una persona estranea potesse riuscire ad aiutarci. Non stavamo bene, era chiaro, ma io ci stavo facendo l'abitudine. Ora so che se mi impegno e ci credo di più la vita può migliorare e si può stare meglio."


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